Macchie & tessuti

Lavare la viscosa: a mano o in lavatrice? 5 regole perché non si restringa

La viscosa cade bene ed è morbida, ma da bagnata diventa fragile. Cinque regole per mantenere forma e taglia di abito estivo, camicetta e top.

Pubblicato il · 6 min di lettura· di Redazione Priority Clean
Abiti chiari e morbidi sulle grucce, spesso in viscosa delicata
📷 rawpixel (creator not credited) · CC0 1.0

L'abito estivo leggero, la camicetta fluida, il top colorato: molti capi preferiti della bella stagione sono in viscosa. Il tessuto è fresco, morbido e cade bene. Dopo il primo lavaggio, però, alcuni hanno una brutta sorpresa: l'abito si è accorciato o deformato. Per lavare la viscosa nel modo giusto bisogna sapere soprattutto una cosa: da bagnata la fibra è molto più delicata che da asciutta.

A mano o in lavatrice? Decide l'etichetta. Con le cinque regole che seguono riescono entrambi i metodi, senza che i Suoi capi si restringano, si sformino o diventino lucidi.

Perché la viscosa è così delicata

La viscosa non è una fibra naturale in senso classico, né una fibra sintetica derivata dal petrolio. Si ottiene dalla cellulosa, per lo più ricavata dal legno, che viene sciolta chimicamente e filata in nuove fibre. Il risultato è morbido, traspirante e assorbe bene l'umidità.

Proprio questa capacità di assorbire rende delicata la cura: in acqua la viscosa si gonfia molto e diventa meno resistente. Se si tira, si strofina o si centrifuga con forza il tessuto bagnato, si deforma. Asciugando si contrae, e il capo può risultare più piccolo o storto.

Cosa succedeCausa frequente
Abito o camicetta ristrettiAcqua troppo calda, asciugatrice, centrifuga veloce
Tessuto deformato o stortoStrizzato da bagnato, appeso pesante d'acqua a una gruccia
Zone lucideFerro troppo caldo, direttamente sul dritto
Pieghe marcateCestello pieno, capo lasciato bagnato troppo a lungo

Anche il modal e il lyocell derivano dalla cellulosa. La loro delicatezza varia da tessuto a tessuto: fa sempre fede l'etichetta.

1. Leggere l'etichetta: a mano o in lavatrice?

Sulla viscosa si trova spesso uno di questi simboli: una mano nella vaschetta, una vaschetta con 30 e due linee oppure, per i capi più delicati, una vaschetta barrata. GINETEX, l'associazione internazionale titolare dei simboli, li spiega sul suo sito per i consumatori: il lavaggio a mano significa al massimo 40 °C, meglio 20–30 °C, senza strofinare né strizzare.

Simbolo sull'etichettaCome procedere
Mano nella vaschettaA mano o con il programma lavaggio a mano
Vaschetta con 30 e due lineeProgramma molto delicato, carico ridotto
Vaschetta con 30 e una lineaProgramma delicato a 30 °C
Vaschetta barrataNon lavare in acqua, lavaggio a secco

Attenzione ai capi foderati, con paillettes, ricami o plissé. Se l'etichetta indica «solo lavaggio a secco», porti il capo in tintoria.

2. Lavare la viscosa a mano

Il lavaggio a mano è il metodo più delicato e spesso il migliore per i capi fragili.

  1. Riempire una bacinella o un lavabo pulito con acqua fredda o tiepida.
  2. Scioglierci una piccola quantità di detersivo per delicati prima di immergere il capo.
  3. Immergere il capo e muoverlo piano nell'acqua, senza strofinare né spazzolare.
  4. Lasciare in ammollo qualche minuto, poi premere con delicatezza.
  5. Risciacquare con acqua pulita alla stessa temperatura finché non c'è più schiuma.
  6. Far uscire l'acqua premendo con cautela, mai strizzando o torcendo.

3. La viscosa in lavatrice

Se l'etichetta permette la macchina, scelga il programma a mano, delicati o lana. Acqua fredda o 30 °C bastano per capi estivi poco indossati. SvizzeraEnergia consiglia comunque di preferire le basse temperature e i programmi eco: con la viscosa, in più, si protegge la fibra.

  • Usare una retina: protegge dallo sfregamento ed evita che spalline o lacci si aggroviglino.
  • Caricare poco: secondo GINETEX con i programmi delicati occorre ridurre il carico. I capi devono poter galleggiare liberamente.
  • Rovesciare i capi: la superficie resta più liscia e i colori durano di più.
  • Detersivo per delicati senza candeggianti: un detersivo universale con candeggiante può sbiadire i colori. L'ammorbidente non serve.
  • Centrifuga bassa: scelga la velocità minima o rinunci alla centrifuga.

Tolga la viscosa appena finisce il programma. Nella lavanderia comune conviene impostare una sveglia: schiacciata e bagnata si stropiccia molto.

4. Asciugare bene: in piano o su una gruccia larga

Da bagnata la viscosa è pesante e si allunga sotto il proprio peso. Come asciugarla dipende dal tessuto:

  • Camicette e abiti in tessuto: su una gruccia larga e imbottita, lisciando con le mani cuciture e orli.
  • Jersey e maglia in viscosa: in piano su uno stendibiancheria o un asciugamano, così non si sformano.
  • Niente asciugatrice: calore e movimento fanno restringere la viscosa.
  • Niente calore diretto: né sul calorifero né sotto il sole cocente.

5. Eliminare le pieghe con vapore o ferro

La viscosa si stropiccia facilmente. Spesso basta appendere il capo in bagno mentre fa la doccia: il vapore distende le pieghe leggere. Un vaporizzatore verticale ha lo stesso effetto.

Per stirare segua i punti del simbolo del ferro. Stiri la viscosa leggermente umida, al rovescio e a temperatura media. Sui tessuti scuri metta un sottile panno di cotone tra ferro e capo per evitare zone lucide. Appoggi il ferro invece di strisciarlo con forza avanti e indietro.

Lavare la viscosa: prima di ogni ciclo

Gli errori più comuni

  • Strizzare: la fibra bagnata si torce e la forma resta spesso deformata per sempre.
  • Mettere in macchina con jeans e asciugamani: i capi pesanti e ruvidi sfregano la superficie delicata.
  • Temperatura troppo alta: a volte bastano pochi gradi in più perché la viscosa si restringa.
  • Abiti bagnati su grucce di fil di ferro: le spalle si deformano e il tessuto si allunga.
  • Strofinare le macchie: le tamponi con delicatezza con un po' di detersivo per delicati, dopo una prova in un punto nascosto.

Domande frequenti

Si può lavare la viscosa in lavatrice?

Sì, se l'etichetta lo consente. Scelga un programma a mano, delicati o lana, acqua fredda o 30 °C, un carico ridotto, una retina e la centrifuga più bassa. Se l'etichetta mostra una vaschetta barrata, porti il capo in tintoria.

Perché la viscosa si restringe?

Questa fibra di cellulosa si gonfia molto in acqua e si contrae asciugando. Calore, sfregamento e centrifuga energica accentuano il fenomeno. Acqua fresca, poco movimento e asciugatura all'aria riducono nettamente il rischio.

La viscosa può andare in asciugatrice?

Meglio di no. La maggior parte delle etichette la esclude, e calore più movimento sono tra le cause principali del restringimento. La faccia asciugare all'aria, in piano o su una gruccia larga.

Come stirare la viscosa senza renderla lucida?

La stiri leggermente umida, al rovescio e a temperatura media, come indica l'etichetta. Sui tessuti scuri aiuta un sottile panno di cotone tra ferro e capo. Spesso il vapore basta già a distendere le pieghe.

Riepilogo: Lavare la viscosa: a mano o in lavatrice? 5 regole perché non si restringa
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Redazione Priority CleanIl nostro team di pulizie con sede ad Alberswil (LU) condivide qui l’esperienza maturata con pulizie di fine locazione, domestiche, di uffici e finestre nella Svizzera centrale e nordoccidentale.